Formazione

Corso di Bioanalogia per Docenti Back School

La nostra colonna vertebrale è il nostro pilastro centrale, essa parla della nostra integrità profonda e della realizzazione di Sé.

Tutte le patologie vertebrali, sono un invito a rispettare la propria verticalità in linea con la propria integrità, nelle scelte-nell’azione-in ciò che concretiziamo.

Le vertebre cervicali/dorsali/lombari, descrivono le difficoltà ad essere “se stessi”.

Il corso si potrà seguire in presenza ( Presso il centro Kinetica di Castiglione Torinese) o su Zoom, non prevede esercizi fisici pratici, le esercitazioni pratiche saranno relative a decodifiche bioanalogiche.

Formazione

Corso Nordic Walking per Docenti Back School

Camminare è l’attività motoria più naturale per l’uomo, si cammina ad ogni età ed in ogni luogo. Le abitudini scorrette della vita moderna riguardano non soltanto le posture statiche o il lavoro, ma anche il modo di camminare; sono tantissime le persone che “camminano male”. Gli errori del cammino hanno conseguenze non solo sulle articolazioni degli arti inferiori ma anche sulla colonna vertebrale.
Il docente di Back School non può tralasciare l’educazione al corretto cammino perché è fondamentale per mantenere una buona salute.
Camminare fa bene; camminare bene fa meglio: è l’esercizio più utile per la prevenzione e terapia della algie vertebrali.
Quando camminare diventa difficile per la presenza di sovrappeso, obesità, gonartrosi, coxartrosi, stenosi del canale spinale, diventa utile aiutarsi con i bastoncini proposti dal Nordic Walking.
Il Nording Walking per i numerosi benefici che può apportare costituisce una attività motoria molto valida da inserire nel 6° cardine della Back School e della Bone School.

Data e Sede del corso
Castiglione T.se (TO), 5-6 settembre 2020

Docente
Prof. Barovero Isabella

PROGRAMMA

Orario delle lezioni
Sabato: dalle ore 15,00 alle 19,00
Domenica: dalle ore 9,00 alle 17,00

Sabato
Lezione teorica
La tecnica del Nordic Walking e i benefici di questa attività motoria per l’artrosi, l’osteoporosi e le algie
vertebrali. I benefici dell’attività all’aria aperta immersi nella natura per corpo e psiche.
Lezione pratica in palestra
I principali errori del cammino, esercizi propedeutici al Nordic Walking da svolgere in palestra.
L’attrezzatura e l’abbigliamento consigliato.
Lezione pratica all’aperto
Valutazione dei propri errori del passo e della postura nella dinamicità del cammino. Primi esercizi relativi
alla rullata del piede, i movimenti del bacino (avvitamento e basculamento), la colonna e
l’autoallungamento nella dinamica del cammino, il movimento delle spalle in opposizione al bacino,
l’importanza del braccio teso per una tecnica fisiologicamente corretta, l’impugnatura e la spinta.

Domenica
Lezione pratica
Si parte per una camminata nella natura durante la quale si imparerà la tecnica del Nordic Walking
completa mediante: esercizi di riscaldamento specifici, esercizi di apprendimento della tecnica eseguiti
individualmente a coppie ed in gruppo. Esercizi specifici per le problematiche dell’osteoporosi, dell’artrosi
e delle algie vertebrali. Piccoli giochi con i bastoncini da eseguire in coppia e in gruppo. Esercizi di
defaticamento e stretching
Ci si fermerà a pranzare durante il cammino e si rientrerà in palestra per le ore 16.
In palestra
Breve rilassamento; conclusione del corso e consegna degli attestati.

L’ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO
Un abbigliamento adeguato, definito “a cipolla” (ovvero a strati), è da ritenersi particolarmente pratico. Un paio di scarpe comode per camminare. Portare una giacca impermeabile, in caso di pioggia.
NO zainetto, le spalle devono essere libere; meglio marsupio.
I bastoncini li forniremo noi.

L’ISCRIZIONE
Il costo del corso è di 100 € (IVA esclusa).
Per gli studenti SUISM la quota è ridotta a 80 €.
Il versamento dovrà essere effettuato tramite bonifico bancario intestato a: Back School Programma Toso, c/o Banca Intesa – Viale Giacomo Matteotti, 26/B, Cusano Milanino – IBAN: IT02Z0306933082100000002005.
Per informazioni più dettagliate telefonare alla segreteria della Back School n. 02/6196588, da lunedì a venerdì dalle ore 9 alle 12,30 e dalle ore 16 alle 20.

Approfondimenti

Latticini e derivati combattono l’osteoporosi?

La credenza secondo la quale senza il latte i bambini crescano manifestando carenze di calcio e gli anziani vadano incontro ad
osteoporosi è sbagliata e da sfatare.
Vi sono molti studi, anche recenti, che dimostrano che non c’è un reale beneficio nell’aver consumato latte e latticini durante la vita sull’osteoporosi che insorge nella terza età. Anzi i paesi dove si consuma maggiormente il latte sono quelli con il più alto tasso di osteoporotici.
Nel mondo vi sono molte popolazioni che non assumono latte e latticini per motivi religiosi, nonostante i bambini evitino l’assunzione di questi prodotti non accusano carenze di calcio (quando hanno sufficiente disponibilità di cibo) e le donne non vanno incontro
ad osteoporosi, come accade da noi.
Si è vero, il latte contiene calcio utile alle ossa e per questo viene consigliato per l'osteoporosi, ma contiene anche proteine animali, acide, che per essere smaltite consumano ancora più calcio. Quindi il latte, come un usuraio, apporta un po' di calcio ma alla fine ne fa consumare all’organismo più di quello che dà.
I latticini aumentano i livelli di acidosi sanguigna, così l’organismo per riportare in equilibrio il PH è costretto a prende i sali minerali dalle riserve presenti nel corpo (denti ed ossa), a meno che non venga assunta una dose elevata di verdure , semi e prodotti integrali . Quindi le proteine del latte, sommate a quelle provenienti da carne e pesce, costringono l'organismo a sottrarre calcio all'osso per poter provvedere al loro smaltimento.
La salute dell'osso dipende molto più da quei fattori che impediscono le perdite di calcio dall'organismo piuttosto che dalla semplice quantità di calcio assunta, fra questi il movimento è uno dei più importanti.
Esistono esercizi specifici che stimolano le nostre ossa a trattenere i sali minerali.
Ecco che allora il giusto movimento, abbinato ad una corretta alimentazione ed all’esposizione solare può contribuire a prevenire e ad arrestare l’evoluzione di questa malattia.

Isabella Barovero

Approfondimenti

Alimentazione e mal di schiena

Il mal di schiena molte volte viene diagnosticato come aspecifico, cioè provocato da cause
che indirettamente coinvolgono la struttura della colonna provocando contratture muscolari
e sofferenza. Numerosi studi hanno dimostrato che anche le disfunzioni dell’apparato
digerente possono essere la causa di un dolore che viene riferito alla schiena; ecco che
allora l’alimentazione corretta ricca di sostanze antiossidanti è anch’essa un importante
fattore di prevenzione per combattere l’infiammazione e il mal di schiena.
Tutta la struttura dell’intestino, dal tenue al colon, è in intimo contatto con la colonna
vertebrale e con i suoi muscoli, questo è uno dei motivi per cui l’irritazione
cronica dell’intestino può avere un effetto negativo sui muscoli della schiena, rendendoli
maggiormente contratti. Il muscolo che viene coinvolto per primo in questa situazione è
quasi sempre lo psoas, che è uno di quelli più a contatto con l’intestino. Inoltre, non
bisogna dimenticarsi che gli organi sono ancorati direttamente o indirettamente alla
colonna vertebrale mediante il tessuto connettivo (legamenti e fasce) e, quando questo si
muove insieme alla colonna vertebrale, i visceri lo seguono, permettendo i corretti
movimenti. È quindi normale e facile da capire che quando l’organo è infiammato o in
disfunzione ne risente la sua struttura connettivale che lo inserisce allo scheletro,
impedendo un corretto movimento della colonna vertebrale.
Anche in situazioni come l’artrosi, abbiamo un elevato stress ossidativo per azione diretta
dei radicali liberi, molecole altamente instabili in grado di danneggiare tutte le
strutture con cui entrano in contatto. Quando i radicali liberi sono in eccesso si verificherà
che le articolazioni non vengono irrorate adeguatamente dal sangue, con
conseguente scarso ricambio e quindi legamenti gonfi, che portano a edema per
richiamo dei globuli bianchi e aumento dello stress ossidativo, causando dolore articolare
e nevralgie. Il sovrappeso aggrava questo quadro, perché le vitamine liposolubili, tipo la
vitamina E, D o il betacarotene, sono intrappolate e non possono agire come antiossidanti.
Le articolazioni sono i punti di “raccolta” dove il nostro organismo accumula non solo
radicali liberi, ma anche acido urico. Le situazioni di vita che portano l’organismo in
acidosi sono diverse; stress da vita frenetica, pensieri negativi, alimentazione con
prevalenza di sostanze acidificanti, ritmi di sonno irregolare, tensioni emotive ecc.
Quando viene costantemente prodotto un eccesso di sostanze acide, queste si
accumulano portando al nascere di disturbi legati all’acidosi come ad esempio:
stanchezza, difficoltà di concentrazione, irritabilità, mal di testa, crampi muscolari, dolori
articolari, infiammazioni frequenti, cellulite, osteoporosi, artrosi, artriti ecc.
Per ridurre l’acidosi è essenziale seguire uno stile di vita basato su una sana
alimentazione di tipo alcalino oltre che su altre abitudini di vita che possiamo definire
“alcalinizzanti” tipo: un sonno regolare, il movimento giornaliero, la meditazione, il pensiero
positivo ecc. Esistono ampie evidenze nella letteratura scientifica che dimostrano come
la dieta giochi un ruolo importante nella gestione dell’equilibrio acido-base. Ogni
alimento, infatti, in base alla propria composizione può fornire all’organismo un carico
acido (cibo acidificante) oppure sostanze in grado di neutralizzare le scorie acide (cibo
alcalinizzante). Bisognerebbe organizzare la propria alimentazione in modo tale che
gli alimenti alcalinizzanti rappresentino circa il 75-80% del consumo giornaliero.
L’alimentazione che aiuta a ridurre l’infiammazione detta circadiana (rispetta i ritmi
fisiologici dell’organismo) è anti-infiammatoria, avendo un rapporto bilanciato tra alimenti
che tendono ad alimentare l’infiammazione e quelli che invece tendono a ridurla.
L’importanza di avere una buona flora microbica intestinale
Si è scoperto che la grande quantità di batteri che popola il nostro intestino è responsabile
di una serie di funzioni indispensabili alla nostra sopravvivenza; inoltre, la produzione di
alcune sostanze chimiche può avvenire soltanto in presenza di una flora microbica in
buona salute. In presenza di problemi intestinali, e quindi di verosimile flora microbica non
in buona salute, abbiamo una maggiore possibilità di avere dolore ed infiammazione
intestinale, che come abbiamo visto possono propagarsi alla colonna vertebrale.
Sono da ridurre: le carni, le uova, i cibi conservati e zuccherati, ma anche le farine
bianche, i lieviti, il grano, il latte e i suoi derivati. Questi alimenti, infatti, nutrono la flora
batterica detta “opportunistica” che nell’intestino dovrebbe sempre essere in misura
minore rispetto a quella detta “benevola”, per questo motivo gli alimenti appena elencati
sono tra i principali allergeni e le intolleranze alimentari rientrano tra le cause dei fenomeni
infiammatori.
Sono alimenti consigliati: frutta e verdura fresca anche sotto forma di estratti o
centrifugati. Nei pasti giornalieri possiamo aggiungere un 20% di cibi di origine animale
(carne, pesce, crostacei, uova), ma anche frumento e cereali (sono cereali molto
alcalinizzanti la quinoa, il miglio e l’amaranto). In pratica, per ogni alimento acidificante
se ne dovrebbero aggiungere quattro di tipo alcalinizzante
Concludendo
Un accumulo di materiali calcarei e cristallini di acido urico (presente soprattutto
nelle carni) ed una acidificazione progressiva dei tessuti delle cartilagini derivante
dal consumo eccessivo di latticini, farine bianche e di zuccheri può generare una
condizione di infiammazione intestinale in primis e, conseguentemente,
deterioramento delle articolazioni.
Ora avete un motivo in più per evitare gli alimenti che infiammano il nostro
apparato digerente come latticini, glutine, zuccheri semplici, affettati e carni
rosse.
Isabella Barovero