Fisioterapia e riabilitazione

Si occupa della prevenzione, cura e riabilitazione dei pazienti affetti da patologie o disfunzioni in ambito muscoloscheletrico, neurologico e viscerale attraverso vari interventi terapeutici fra cui terapie fisiche, manipolative e strumentali. Il fine ultimo è quello di migliorare la qualità della vita della persona salvaguardando sia l’aspetto fisico sia quello emotivo, psicologico e sociale in modo da curare l’intervento a 360 gradi.

 

Un palestra di riabilitazione completamente attrezzata, due sale dedicate alla kinesiterapia correttiva e specifica e alle ginnastiche posturali per il mal di schiena, tre ambulatori per i controlli chinesiologici, le visite mediche ed i trattamenti fisioterapici.
Kinetica si prende cura delle diverse patologie in una struttura funzionale ed all’avanguardia, caratterizzata da un’equipe di specialisti in continuo aggiornamento.
Il risultato è un programma di lavoro personalizzato.

Riabilitazione

Riabilitazione e rieducazione funzionale post-traumatica e chirurgica

Il completo ripristino degli equilibri muscolo-scheletrici è un fattore indispensabile per recuperare la completa funzionalità a casa, al lavoro, nel tempo libero. Il centro possiede una sala di circa 100 mq adibita a palestra di kinesiterapia e riabilitazione ed è attrezzata con moderni macchinari per il pronto recupero funzionale. Le tecniche di kinesi attiva includono esercizi di movimento con e senza carico, secondo i protocolli di lavoro diffusi per ogni patologia. L’attività in palestra viene svolto sotto il diretto controllo di personale qualificato e attraverso progetti rieducativi individuali sviluppati e prescritti dai medici del centro o dal proprio specialista.
Nella palestra di riabilitazione vengono svolti i servizi di:
• rieducazione motoria attiva e passiva
• rieducazione propriocettiva
• rieducazione isometrica e isotonica
• mobilizzazione passiva per l’arto inferiore (C.P.M.)
• tecniche e metodiche: facilitazioni neuromuscolari, stretching, Kabat, Bobath, Mckenzie, Perfetti, R.P.G.

TERAPIE STRUMENTALI

La tecnica nata per il veloce recupero per gli sportivi infortunati, si è ormai diffusa al trattamento di numerosi tipi di patologia anche gravi, arrivando anche ad ottenere risultati di medicina estetica.
La tecnologia Human TECAR, nata come sostegno alla riabilitazione degli sportivi, è ormai diventata parte integrante della salute e del benessere di ognuno.
Human TECAR utilizza una tecnologia a radio frequenza che agisce attraverso 2 elettrodi applicati sulla parte del corpo interessata.
Stimolando l’energia direttamente all’interno dei tessuti, vengono attivate risposte biologiche come vasodilatazione, incremento del microcircolo, aumento della temperatura. In questo modo vengono aumentati e accelerati i normali processi riparativi e anti-infiammatori.
Può essere utilizzato – tra l’altro – su patologie dolorose e infiammatorie quali artrosi, lombalgia, sciatalgia, lesioni tendinee, tendinite, borsiti, traumi ossei e legamentosi, distrazioni di tipo osteoarticolare, artralgia cronica e diverse forme di osteoporosi.

Una Terapia che utilizza delle particolari onde elettromagnetiche il cui beneficio è quello di stimolare la microcircolazione sanguigna.
Si tratta di una “Terapia di Autocura” basata sul miglioramento dell’irrorazione nei vasi sanguigni e quindi sulla vasomozione. Un metodo Riabilitativo che aiuta i pazienti nella cura del dolore e di numerose patologie come ad esempio:
– Algodistrofia
– Artrosi (rallenta il processo artrosico)
– Lesioni muscolari
– Edemi e versamenti
– Tendinopatie
– Condropatie (sofferenza della cartilagine)
– Lesioni cutanee (ferite, piaghe da decubito, piede diabetico, psoriasi) e tante altre

La Bemer Terapia è efficace in quanto la sua azione di stimolazione delle arteriole pre-capillari e delle venule post-capillari provoca un aumento della vasomozione che permette ai farmaci, assunti per il dolore, di raggiungere più rapidamente e profondamente le zone del corpo in cui devono agire, poiché i capillari sono più irrorati. Al tempo stesso le cellule guadagnano maggior approvvigionamento delle sostanze nutritive ed una più rapida eliminazione dei prodotti di scarto e dei processi metabolici.
La Terapia fisica vascolare Bemer è 100% naturale e come tale non genera nessuna conseguenza negativa sull’organismo. Questo trattamento va a coadiuvare le terapie tradizionali moltiplicandone l’efficacia e portando miglioramenti maggiori in tempi più brevi rispetto a cure effettuate
esclusivamente con terapie classiche.

Isabella Barovero

Cosa sono le onde d’urto?
Le Onde d’urto sono onde acustiche percettibili ad alta energia che si manifestano nell’atmosfera, ad es. durante un fulmine, o quando gli aerei rompono barriera del suono.
In campo medico, le onde d’urto sono utilizzate già dal 1980, ad esempio per la disgregazione dei calcoli renali. Nella moderna terapia del dolore, le onde d’urto trasmettono l’energia dal punto in cui vengono prodotte, ossia dal generatore delle onde d’urto, alle zone doloranti del corpo umano dove sprigionano la loro azione curativa.

Come agisce l’onda d’urto?
Le onde d’urto accelerano il processo di guarigione proprio del corpo. Si attivano le forze di auto-guarigione. Il metabolismo migliora, l’irrorazione sanguigna aumenta, il tessuto danneggiato si rigenera e guarisce.

Quali patologie possono essere trattate?
Mal di spalla, ad es. spalla con calcificazioni
Gomito del tennista o del golfista
Tendinite rotulea (ginocchio del saltatore)
Dolori alla tibia / periostite tibiale
Dolori al tendine di Achille
Dolori al tallone
Dolori cronici a livello della nuca, della spèalla o della schiena
Contratture muscolari causate da noduli muscolari doloranti (punti trigger)
Gonartrosi

La terapia extracorporea ad onde d’urto, se eseguita da terapisti qualificati, non comporta rischi o effetti collaterali di rilievo.

TRATTAMENTI

E’ una pratica terapeutica manuale antica che consiste in un insieme di manovre manuali esercitate sulla cute con lo scopo di mobilizzare i tessuti superficiali e/o profondi e curare determinate patologie principalmente dell’apparato locomotore. Con il tempo questa tecnica si è evoluta e modificata dando origine a nuove forme di massaggio come il linfodrenaggio o il massaggio trasversale profondo (MTP).

Le tecniche di massaggio classico sono innumerevoli: sfioramento, frizione, impastamento superficiale o profondo, vibrazione. Ogni manovra svolge più azioni biologiche a seconda dell’utilizzo e dell’esperienza del terapista. Quest’ultimo durante la seduta può raccogliere dati, tramite la manipolazione sul paziente, utili ad adattare il trattamento alle necessità individuali.

Obiettivi ed indicazioni
Lo scopo primario del massaggio è quello di migliorare le condizioni biologiche dei tessuti interessati da una patologia. Si può ottenere un effetto decontratturante, antinfiammatorio, vasodilatatorio ed antalgico. È indicato per il trattamento delle cicatrici post-chirurgiche in quanto evita la formazione di tessuto cheloideo o aderenziale. È comunque nelle lesioni dei tessuti molli che trova la sua applicazione primaria.
Alla luce delle suddette considerazioni, è utile pensare al massaggio non solo come ad una semplice tecnica finalizzata a scopi prettamente estetici o ad una modalità di rilassamento fisico, ma anche e soprattutto alla tecnica elettiva in caso di contratture muscolari (frequenti negli sportivi e spesso cause di lombalgie/dorsalgie/cervicalgie acute) edemi ecc.

E’ un metodo di valutazione e trattamento olistico del corpo umano. Questa non tratta solo il sintomo, ma lo squilibrio delle funzioni che hanno portato alla sua manifestazione, considerandolo (il più delle volte) come l’ultimo anello di una catena disfunzionale. Riconoscendo tali disfunzioni, che possono essere meccaniche, viscerali, cranio sacrali o psicosomatiche, l’osteopata dà la possibilità all’organismo di recuperare autonomamente il proprio equilibrio, utilizzando un lavoro manuale specifico applicato con un elevato sviluppo del tatto sia per la valutazione che per il trattamento dei problemi.

Quali sono i suoi principi?
La filosofia osteopatica considera l’uomo come una unità di funzione, nella malattia come in salute tutte le parti del nostro corpo (muscoli, ossa, visceri o i diversi sistemi, circolatorio, nervoso, ecc.) lavorano in armonia per raggiungere e mantenere il benessere psicofisico.

Come agisce?
Il sistema arterioso e venoso dà nutrimento a tutte le cellule del nostro corpo provvedendo all’eliminazione delle tossine e delle sostanze di rifiuto. L’osteopata, attraverso le sue tecniche non dolorose e non invasive, rimuove gli ostacoli a questo “fiume di vita” (il sangue) permettendo alle forze auto guaritrici del corpo umano di ripristinare lo stato di salute in rapporto all’età ed alla gravità del problema.

Quali sono i principali strumenti dell’Osteopata?
Le mani dell’Osteopata sono allenate a percepire le piccole variazioni che avvengono nei tessuti, raccogliendo così dati importanti sulla loro consistenza; pertanto il principale strumento di lavoro è un lettino e la propria sensibilità. L’Osteopata non tocca necessariamente le parti dolenti del paziente, ma quelle che sono causa del dolore: così un mal di testa può essere trattato
osteopaticamente agendo sulla cervicale, sulla respirazione o persino trattando solo l'osso sacro.

TRAUMI

Il completo ripristino degli equilibri muscolo-scheletrici è un fattore indispensabile per recuperare la completa funzionalità. Fattori traumatici acuti o degenerativi possono essere più o meno gravi nel compromettere la nostra indipendenza ed autonomia, a seconda dell’handicap che ci creano.

L’articolazione del ginocchio è tradizionalmente classificata come un ginglimo localizzato tra il femore e la tibia. I margini della tibia sono sollevati da spessi dischi fibrocartilaginei, i menischi, che approfondiscono la superficie articolare. I due legamenti crociati si estendono tra le eminenze intercondiloidee della tibia e la fossa del femore; il legamento crociato anteriore impedisce l’iperestensione (movimento anteriore) della tibia, mentre quello posteriore impedisce lo spostamento posteriore della tibia.

La contusione laterale del ginocchio è un tipico trauma del gioco del calcio e determina un allargamento della rima mediale dell’articolazione e la lacerazione del legamento collaterale mediale. Dal momento che questo legamento è fortemente adeso al menisco mediale, anche quest’ultimo può lacerarsi. Nei casi più gravi può anche danneggiarsi il legamento crociato anteriore, adeso al menisco mediale. Il legamento collaterale laterale rinforza la parte laterale dell’articolazione e non viene danneggiato frequentemente. La borsite prepatellare sottocutanea, chiamata “ginocchio della lavandaia”, dipende da un’intensa attività lavorativa a carponi. Il cosiddetto “ginocchio del predicatore” deriva da una prolungata posizione in ginocchio. Questo tipo di borsite è comune tra i tappezzieri e i muratori.

Il compito di Kinetica è quello di aiutarvi a riottenere la completa FUNZIONALITA’, RIEDUCANDO il vostro corpo a movimenti, posture ed atteggiamenti corretti.

Le patologie che possono creare scompensi di questo tipo vanno dai traumi al ginocchio (legamento crociato anteriore, collaterale mediale o laterale, meniscopatie in genere, condrosi femoro-rotulee,…) a problemi relativi alle spalle (lesioni della cuffia dei rotatori, instabilità, scapole alate, …) così come problemi derivanti dal recupero di un intervento chirurgico.

All’interno della nostra struttura un kinesiterapista specializzato sarà a vostra disposizione per valutare tali scompensi, siano prima o dopo un intervento chirurgico, sia per un trattamento conservativo che possa evitare l’intervento o preparare al meglio il vostro organismo.

Le migliori soluzioni, adottate sulla base di anni di trattamenti specifici e di una continua, costante opera di aggiornamento professionale, vi garantiamo ottimi risultati, ridandovi il piacere di muovervi come prima in completa autonomia. Esercizi mirati, propriocettivi, di potenziamento, di allungamento o l’elettrostimolazione saranno in grado di appagare il vostro legittimo desiderio di recupero della tranquillità persa a causa della patologia.

I vostri consulenti potranno esservi vicini indirizzandovi presso i centri di diagnosi chirurgici più aggiornati.

Affidatevi a noi e non avrete più il timore di affrontare la quotidianità.

L’articolazione scapolo-omerale, o della spalla, è una enartrosi nella quale la stabilità è sacrificata in qualche modo per garantire la mobilità.

A livello di questa articolazione possono verificarsi i movimenti di flessione, estensione, abduzione, adduzione, rotazione e circonduzione.

La lesione traumatica più comune della spalla è la “lussazione” e la “lacerazione” dei muscoli e dei tendini.

I principali legamenti attraversano la porzione superiore della spalla.

I disturbi cronici della spalla, invece, comprendono tendinite, borsiti e artriti; queste sono infiammazioni dei tendini, delle borse e delle articolazioni. La borsite sub-acromiale può essere particolarmente dolorosa quando il grande muscolo della spalla (deltoide) comprime la borsa durante i movimenti.

All’interno di Kinetica troverai un team a tua disposizione che potrà aiutarti, attraverso un colloquio gratuito, a capire quale tipologia di intervento è più mirata per te.

Compila la scheda, descrivici il problema e ti contatteremo.

LE DISTORSIONI della CAVIGLIA.

Le distorsioni della caviglia (articolazione tibio-tarsica) sono tra le patologie traumatiche più frequenti nella maggior parte degli sport; questi traumi sono soprattutto a carico del compartimento capsulo-legamentoso esterno, quasi sempre per un movimento forzato di varo supinazione (inversione del piede).

Una distorsione si verifica quando i legamenti e i tendini vengono danneggiati parzialmente o del tutto.

Le distorsioni si classificano a seconda della gravità della lesione a carico dell’apparato capsulo-legamentoso: si riconoscono quattro gradi di gravità e vanno dalla distorsione tibio-tarsica di grado zero, caratterizzata da uno stiramento dell’apparato capsulo-legamentoso, a quella di terzo grado caratterizzata dalla rottura completa dei principali legamenti e una lesione antero-laterale della capsula della caviglia.

Il trattamento che Kinetica propone deve essere preceduto da un’accurata indagine diagnostica, atta ad individuare la gravità del trauma subito, per potere pianificare meglio l’iter riabilitativo più idoneo.

La riabilitazione dell’articolazione tibio-tarsica ha come obiettivo il ripristino dell’escursione articolare completa, del rinforzo della muscolatura stabilizzatrice dell’articolazione contemporaneamente alla rieducazione della sensibilità propriocettiva.

Ricordiamo anche che è fondamentale il primo intervento dopo il trauma discorsivo per una riabilitazione veloce ed efficace: per controllare e ridurre la tumefazione a carico del compartimento dell’articolazione interessato dal trauma è necessaria l’applicazione di una borsa del ghiaccio per 15 minuti ogni ora; il riposo dell’articolazione, a volte totale, tramite l’utilizzo di stampelle per non stressare ulteriormente l’articolazione; un buon bendaggio compressivo unito all’elevazione della caviglia traumatizzata, tenuta sollevata al di sopra dell’altezza del ginocchio per eliminare la tumefazione articolare.

Nell’impostazione della pratica di un lavoro kinesiologico diventa basilare la conoscenza della dinamica muscolare.

Il muscolo è composto da:

a. EPIMISIO: membrana esterna che lo circonda;
b. PERIMISIO: circonda il fascio muscolare;
c. ENDOMISIO: circonda la fibra muscolare;
d. MIOFIBRILLE: a loro volta sono costituite da MIOFILAMENTI e SARCOMERO che è l’unità contrattile.

Si distinguono 2 tipi di muscoli:

1. Muscoli a predominanza DINAMICA
2. Muscoli a predominanza STATICA

Anche se in realtà i fenomeni contrattili in seno al tessuto sono identici. La variazione si trova nella diversa modulazione di frequenza del comando neurale.

L’innervazione gioca in questo un ruolo fondamentale anche se, in realtà, non possiamo distinguere una dominanza assoluta di fibre ma possiamo riscontrare dei muscoli “a predominanza” di un tipo di fibre o dell’altro. Esistono anche le FIBRE MISTE, che possono cambiare la loro tipologia con un più veloce adattamento come quelle veloci che se non vengono stimolate col passare del tempo diventano fibre lente.

I MOTONEURONI sono gli attivatori:

a. alpha tonici = LENTA
b. alpha fasici = RAPIDA
I muscoli a predominanza tonici sono particolarmente adatti a mantenere la POSTURA, hanno un’alta percentuale di fibre lente, sono poco contrattili e poco elastici. Di colore rosso cupo, sono spessi e corti e presentano una grande resistenza alla fatica.

Ad esempio i MUSCOLI ANTIGRAVITAZIONALI, tutti i muscoli delle vertebrali, gli addominali e i lombari profondi.

I muscoli a predominanza cinetica hanno poco tono, sono fortemente contrattili e molto elastici; colorazione pallida, sono lunghi e sottili con ventre lungo e tendine corto, caratterizzati da poca resistenza alla fatica. (Sono, ad esempio, i muscoli delle braccia e delle gambe).

La testa del femore è quasi sferica e si articola con l’acetabolo dell’anca formando così l'”articolazione coxofemorale” o dell’anca.

La lussazione dell’anca può verificarsi quando questa è flessa ed il femore viene spinto posteriormente come succede, ad esempio, a chi seduto in automobile venga coinvolto in un incidente. La testa del femore si sposta frequentemente posteriormente rispetto all’acetabolo, con lacerazione del labbro, della capsula fibrosa e dei legamenti. Spesso alla lussazione si associa la frattura del femore e dell’osso dell’anca.

Fisioterapia e riabilitazione